L’ombra dell’anima mia!

L’ombra dell’anima mia
fugge in un tramonto di alfabeti,
nebbia di libri
e di parole.

L’ombra dell’anima mia!

Sono giunto alla linea dove cessa
la nostalgia,
e la goccia di pianto si trasforma
in alabastro di spirito.
(continua…)

Pubblicato in:  on 12 Dicembre 2009 at 07:00 Lascia un Commento
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L’appuntamento

La montagna è uno di quegli amori che ti strega e ti fa sfidare la prudenza. Dalla montagna si può vedere il mondo e se ne può discendere per andare ad abbracciarlo. Accade così di essere, forse, imprudenti e se invece Dio avesse dato appuntamento all’uomo nel luogo che amava, per portarlo via dopo avergli concesso l’ultima sciata? Sulla retina rimarrà la neve e il cielo, ultime immagini impresse, e l’emozione di aver fatto come ultima cosa una che appassionava. Il pensiero va all’uomo e a quei pochi attimi, si sarà accorto che in quell’ultima discesa stava dicendo addio al mondo per salire ancora più in alto?

Pubblicato in:  on 10 Dicembre 2009 at 14:29 Lascia un Commento

Aldo

 

L’uomo ha creato muri, muri di cemento, muri di carta , muri spirituali, muri, muri, muri … in cui cerca di confinare tutto ciò che non vuole affrontare, che gli disturba la vista, che gli ricorda di avere un cuore. Non c’è separazione, non c’è divisione, non c’è confine fra uomo e Dio e fra uomo e uomo ma l’uomo divide e separa, chiude e crea tante piccole scatole in cui spesso la luce non arriva. Ma c’è una Luce paziente, pronta a infiltrarsi in ogni crepa, ogni spiraglio, anche nel più piccolo forellino perché tutto è luce e la luce non può essere oscurata a lungo.

Aldo conosce quella Luce, ne ha visto appena il fulgore nel suo Domma e ora in un altro uomo e in quanti con lui scambiano un sorriso, una parola. Forse per questo il duro marmo del portico, il freddo di notti piene di vento, la pioggia o il sole sono il suo porto sicuro, il suo mondo, la sua casa, perché da lì può vedere il raggio della “sua” luce che un giorno lo avvolgerà con tutto il suo splendore.

Pubblicato in:  on 30 Novembre 2009 at 13:02 Lascia un Commento
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Qui si consuma la disfatta delle parole

Qui si consuma la disfatta delle parole
la bilancia le ha pesate
l’aria le ha ripulite
la mano le ha ordinate
il libro le ha raccolte
in un gruppo di famiglia ispido
dove le lingue sciogliendosi litigano
dove i poeti ubriachi, in estasi
strappano con le penne il velo
sceso dal cielo
a coprire come una maschera la verità.

Tahar Ben Jelloun

Pubblicato in:  on 22 Novembre 2009 at 14:33 Lascia un Commento
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Qui io ti amo


Qui io ti amo.
Tra i pini scuri si srotola il vento.
Brilla fosforescente la luna su acque erranti.
Passano giorni uguali, inseguendosi l’un l’altro.

Si dirada la nebbia in figure danzanti.
Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave. Solo.
A volte mi alzo all’alba e persino la mia anima è umida.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui io ti amo.
(continua…)

Pubblicato in:  on 20 Novembre 2009 at 08:44 Lascia un Commento
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Mio Dio!

Salmo 139

1 – O Dio, tu mi hai scrutato, e [mi] conosci.
2 – Tu stesso sai quando mi siedo e quando mi levo.
Hai considerato il mio pensiero da lontano.
3 – Hai misurato il mio viaggiare e il mio giacere disteso,
E ti son divenute familiari anche tutte le mie vie.

4 – Poiché non c’è una parola sulla mia lingua,
Ma, ecco, tu già la conosci tutta.
5 – Di dietro e davanti, tu mi hai assediato;
E poni su di me la tua mano.
6 – [Tale] conoscenza è troppo meravigliosa per me.
È così elevata che non ci posso arrivare.

7 – Dove posso andarmene dal tuo spirito,
E dove posso fuggire dalla tua faccia?
8 – Se ascendessi al cielo, là saresti…
9 – Se prendessi le ali dell’aurora,
Per risiedere nel mare più remoto,
10 – Anche là la tua propria mano mi guiderebbe
E la tua destra mi afferrerebbe.
(continua…)

Pubblicato in:  on 18 Novembre 2009 at 12:30 Lascia un Commento
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La tua tenerezza


Sento la tua tenerezza avvicinarsi alla mia terra,
spiare lo sguardo dei miei occhi, fuggire,
la vedo interrompersi, per seguirmi fino all’ora
del mio silenzio assorto, della mia ansia di te.
Ecco la tua tenerezza d’occhi dolci che attendono.
Ecco la tua bocca, parola mai pronunciata.
Sento che mi sale il muschio della tua pena
e mi cresce tentoni nell’anima infinita.

Questo era l’abbandono, e lo sapevi,
era la guerra oscura del cuore e tutto,
era il lamento sprezzato di angosce commosse,
e l’ebbrezza, e il desiderio, e il lasciarsi andare,
ed era questo la mia vita
era questo che l’acqua dei tuoi occhi portava,
era questo che stava nel cavo delle tue mani.
(continua…)

Pubblicato in:  on 17 Novembre 2009 at 08:44 Lascia un Commento
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La stessa vertigine, la stessa bocca.

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Ciao Michele,
ho letto “La stessa vertigine, la stessa bocca” e, considerata l’intensità della tua poesia, ho preferito scrivere un commento subito senza leggere altre opere.
Confesso che l’ho letto già 3 volte e non ti nego che quanto scriverò di seguito potrebbe sembrare confuso ma non perché manchino le parole bensì perché sono un fiume in piena da incanalare in acque più tranquille, perciò ti chiedo scusa fin da ora se mi dovessi dilungare troppo.
Hai mai visto la Sacra Sindone? Dal vivo intendo? Io no, ma l’ho vista più volte sui libri e in tv compreso alcuni documentari.
Guardando quel Telo le emozioni son sempre forti, da esso trasuda la passione e l’amore di Cristo, la morte non come fine di tutto ma come rigenerazione e rinascita, salvezza. Se dovessi sintetizzare all’estremo ciò che rimane scolpito in me dalla lettura direi: amore e morte.
(continua…)

Le mie canzoni

Le mie canzoni è una categoria in cui posto canzoni che per me hanno un significato particolare, oppure semplicemente che mi piacciono perchè sono parole che esprimono sentimenti che hanno difficoltà a farsi palesi o che mi piacerebbe ascoltare.

Si dice che la poesia sia il “linguaggio” più simile a quello di Dio e che la musica sia il mezzo usato dall’uomo per dire cose che non riesce a dire con le parole. Io non lo so, però quando la poesia si trasforma in musica un che di divino c’è. L’uomo incontra Dio e parla con Lui e Lui ascolta, allora un altro cuore si avvicina per ascoltare parole che rimarginano ogni ferita.

Fra tutte le canzoni d’amore ce n’è una che mi piace tanto, che reputo la più bella mai scritta e cantata, non so se sia veramente così ma a me mette i brividi e mi commuove fino alle lacrime.

Testo e musica.

 

L’amore è tutto carte da decifrare
e lunghe notti e giorni per imparare
io se avessi una penna ti scriverei
se avessi più fantasia ti disegnerei
su fogli di cristallo da frantumare
(continua…)

Ipazia

ipazia

Ipazia. Milleduecento anni prima di Galileo
di Claudio Tanari [22 ott 2009]

Bella, libera, intelligente. Era nata ad Alessandria d’Egitto nel 370 dC.
Unica donna matematica per almeno un millennio, erede della razionalità scientifica che aveva fatto risplendere il pensiero antico; sua l’invenzione dell’astrolabio, dell’aerometro, dell’idroscopio. Rifiutando di convertirsi al cristianesimo aveva detto: “Se mi faccio comprare non sarò più libera e non potrò più studiare”. Così il vescovo Cirillo, preoccupato della popolarità di Ipazia (era amica del prefetto Oreste e di Sinesio, vescovo di Tolemaide) e delle sue lezioni di filosofia neoplatonica, che rischiavano di riportare in auge il paganesimo, emanò la sua fatwa: Ipazia doveva essere eliminata.

A marzo del 415, un gruppo di basiji cristiani l’aggredì uccidendola barbaramente: il suo corpo venne quindi fatto a pezzi e dato alle fiamme nel Cinerone, una sorta di discarica di rifiuti della metropoli ellenistica. Giustizia era fatta, anzi l’ordine naturale delle cose era stato ripristinato: non aveva forse affermato Sant’Agostino che «la donna è un animale né saldo né costante; è maligna e mira ad umiliare il marito, è piena di cattiveria e principio di ogni lite e guerra, via e cammino di tutte le iniquità»? “Una macchia indelebile” nella storia del cristianesimo secondo Edward Gibbon.
(continua…)

Pubblicato in:  on 29 Ottobre 2009 at 11:58 Commenti (5)
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