Spesso il male di vivere

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

[da Ossi di seppia, 1925]
Eugenio Montale

Pubblicato in:  on 9 febbraio 2010 at 14:37 Commenti (1)

Io pronuncio il tuo nome

Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.
(continua…)

Pubblicato in:  on 31 gennaio 2010 at 15:41 Lascia un commento
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L’amore virtuale

START,
come l’inizio di un amore con te dall’altra parte dello schermo.
Mi collego e ci sei, l’icona in basso mi mostra la tua presenza, vuoi parlare con me?
Fiumi di parole iniziano a scorrere fra le mie dita traducendosi in milioni di byte che appaiono sul tuo schermo.
Sento nell’aria calda, mossa della ventola del mio portatile, il tuo respiro e mi confondo.
Ti vedo chino sulla tastiera dall’altra parte e guardo quei tasti come a osservare ogni più piccola cellula-byte del tuo corpo, il desiderio mi assale e sempre più frenetica scrivo parole.

(continua…)

Pubblicato in:  on 19 gennaio 2010 at 14:16 Lascia un commento
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E’ Natale

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

di Madre Teresa di Calcutta

Pubblicato in:  on 25 dicembre 2009 at 16:39 Lascia un commento

L’ombra dell’anima mia!

L’ombra dell’anima mia
fugge in un tramonto di alfabeti,
nebbia di libri
e di parole.

L’ombra dell’anima mia!

Sono giunto alla linea dove cessa
la nostalgia,
e la goccia di pianto si trasforma
in alabastro di spirito.
(continua…)

Pubblicato in:  on 12 dicembre 2009 at 07:00 Lascia un commento
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L’appuntamento

La montagna è uno di quegli amori che ti strega e ti fa sfidare la prudenza. Dalla montagna si può vedere il mondo e se ne può discendere per andare ad abbracciarlo. Accade così di essere, forse, imprudenti e se invece Dio avesse dato appuntamento all’uomo nel luogo che amava, per portarlo via dopo avergli concesso l’ultima sciata? Sulla retina rimarrà la neve e il cielo, ultime immagini impresse, e l’emozione di aver fatto come ultima cosa una che appassionava. Il pensiero va all’uomo e a quei pochi attimi, si sarà accorto che in quell’ultima discesa stava dicendo addio al mondo per salire ancora più in alto?

Pubblicato in:  on 10 dicembre 2009 at 14:29 Lascia un commento

Aldo

 

L’uomo ha creato muri, muri di cemento, muri di carta , muri spirituali, muri, muri, muri … in cui cerca di confinare tutto ciò che non vuole affrontare, che gli disturba la vista, che gli ricorda di avere un cuore. Non c’è separazione, non c’è divisione, non c’è confine fra uomo e Dio e fra uomo e uomo ma l’uomo divide e separa, chiude e crea tante piccole scatole in cui spesso la luce non arriva. Ma c’è una Luce paziente, pronta a infiltrarsi in ogni crepa, ogni spiraglio, anche nel più piccolo forellino perché tutto è luce e la luce non può essere oscurata a lungo.

Aldo conosce quella Luce, ne ha visto appena il fulgore nel suo Domma e ora in un altro uomo e in quanti con lui scambiano un sorriso, una parola. Forse per questo il duro marmo del portico, il freddo di notti piene di vento, la pioggia o il sole sono il suo porto sicuro, il suo mondo, la sua casa, perché da lì può vedere il raggio della “sua” luce che un giorno lo avvolgerà con tutto il suo splendore.

Pubblicato in:  on 30 novembre 2009 at 13:02 Lascia un commento
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Qui si consuma la disfatta delle parole

Qui si consuma la disfatta delle parole
la bilancia le ha pesate
l’aria le ha ripulite
la mano le ha ordinate
il libro le ha raccolte
in un gruppo di famiglia ispido
dove le lingue sciogliendosi litigano
dove i poeti ubriachi, in estasi
strappano con le penne il velo
sceso dal cielo
a coprire come una maschera la verità.

Tahar Ben Jelloun

Pubblicato in:  on 22 novembre 2009 at 14:33 Lascia un commento
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Qui io ti amo


Qui io ti amo.
Tra i pini scuri si srotola il vento.
Brilla fosforescente la luna su acque erranti.
Passano giorni uguali, inseguendosi l’un l’altro.

Si dirada la nebbia in figure danzanti.
Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave. Solo.
A volte mi alzo all’alba e persino la mia anima è umida.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui io ti amo.
(continua…)

Pubblicato in:  on 20 novembre 2009 at 08:44 Lascia un commento
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Mio Dio!

Salmo 139

1 – O Dio, tu mi hai scrutato, e [mi] conosci.
2 – Tu stesso sai quando mi siedo e quando mi levo.
Hai considerato il mio pensiero da lontano.
3 – Hai misurato il mio viaggiare e il mio giacere disteso,
E ti son divenute familiari anche tutte le mie vie.

4 – Poiché non c’è una parola sulla mia lingua,
Ma, ecco, tu già la conosci tutta.
5 – Di dietro e davanti, tu mi hai assediato;
E poni su di me la tua mano.
6 – [Tale] conoscenza è troppo meravigliosa per me.
È così elevata che non ci posso arrivare.

7 – Dove posso andarmene dal tuo spirito,
E dove posso fuggire dalla tua faccia?
8 – Se ascendessi al cielo, là saresti…
9 – Se prendessi le ali dell’aurora,
Per risiedere nel mare più remoto,
10 – Anche là la tua propria mano mi guiderebbe
E la tua destra mi afferrerebbe.
(continua…)

Pubblicato in:  on 18 novembre 2009 at 12:30 Lascia un commento
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