Salmo 137

Presso i fiumi di Babilonia, là sedemmo.
Anche piangemmo quando ci ricordammo di Sion.
Ai pioppi in mezzo a lei
Appendemmo le nostre arpe.
Poiché là quelli che ci tenevano prigionieri ci chiesero le parole di un canto,
E quelli che ci beffeggiavano, allegrezza:
“Cantateci uno dei canti di Sion”.
Come possiamo cantare il canto di Jah
Su suolo straniero?

- Davide

Published in: on 2 maggio 2010 at 19:07  Lascia un commento  
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Il bacio

Sì, è vero l’urlo dell’uomo alla sinistra sembra di sentirlo. Le mani, intrecciate al contrario escono dal quadro, lunghe e bianche come di chi è già morto e forse è vero, è qui che il figlio dell’uomo muore, in un giardino nell’ora più buia quando i suoi fratelli, l’umanità intera lo tradisce con un bacio o voltandogli le spalle e urlando come il discepolo dietro di lui.
Alla destra in alto, in una scena che mostra tutta la disperazione e il terrore, il buio che assale l’essere umano di fronte al tradimento, compare un uomo che osserva la scena con occhi attenti a non perdere nulla e bocca aperta. Uno sguardo fra lo stupito e lo speranzoso, l’unico volto sereno e ha in mano una lanterna che è seminascosta dai soldati, come per portare ancora un po’ di luce in così tanto dolore.

Cantico dei cantici 3

“Sul mio letto durante le notti ho cercato colui che la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Lasciami levare, ti prego, e andare in giro per la città;
nelle strade e nelle pubbliche piazze
lasciami cercare colui che la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Le guardie che facevano la ronda nella città mi trovarono:
‘Avete visto colui che la mia anima ha amato?’
Le avevo appena oltrepassate che trovai colui che la mia anima ha amato.
L’afferrai, e non lo lasciavo andare,
finché l’ebbi introdotto nella casa di mia madre
e nella stanza interna di colei che era stata incinta di me.
Vi ho posto sotto giuramento, o figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle o per le cerve del campo,
di non cercar di svegliare né di destare [in me] l’amore
finché esso non vi sia incline”
- Salomone

Published in: on 25 aprile 2010 at 19:06  Lascia un commento  
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Chi o cosa ci salverà?

Cosa mai potrà salvarci? Solo il Cristo risorto che entra in cuore dove le porte non sono sbarrate ma pronte ad essere aperte all’unica verità che conta e all’unico amore che salva.
Stella Maria

Published in: on 8 aprile 2010 at 19:48  Lascia un commento  
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L’esame

Roma, 5 settembre 2008

Si prepari …

Queste due parole mi rombano nelle orecchie e frullano in testa senza sosta da due settimane. Di tutto quel discorso ho capito solo queste due. Ci penso e ci ripenso, come il sangue pulsano nelle mie vene e scuotono il mio corpo, mi svegliano da questo stato di assenza totale che è il vivere in attesa della sentenza senza appello.  si prepari

Allora vediamo un po’…. Il guardaroba è pieno di pantaloni, gonne, camicie, tailleur, magliette, l’abito firmato, quello più leggero, quello più pesante. L’abito per il mattino, quello per il pomeriggio, l’elegante, lo sportivo, c’è anche l’abito da sera e l’abito da sposa ben conservato.

Con le scarpe come sono messa?  Bianche, nere, colorate, tacchi alti, bassi, chiuse aperte, non c’è che da scegliere.

Forse il trucco andrebbe ricomprato, gli ombretti si saranno un po’ seccati come il rossetto, no, il mascara no, quello è a posto, il fondotinta invece devo ricomprarlo, sai con l’abbronzatura non l’ho usato e quello dello scorso inverno era giusto finito a primavera ….

I capelli? Ah già i capelli, per fortuna la parrucchiera è sotto casa. E se fosse di domenica? O lunedì?  Mi arrangio, però questo rosso meglio toglierlo, troppo acceso.

I cappelli li ho buttati ma ho sempre sciarpe e guanti, foulard, mi vien da ridere, i foulard! e chi li usa più? Ma mia suocera continua a regalarmeli, meglio dire a riciclarmi quelli che regalano alle mogli dei dirigenti dell’azienda in cui mio suocero fa consulenza.

Il profumo? C’è, è un po’ che non lo metto.

E poi? Per prepararmi forse potrei chiamare un consulente di immagine e farmi dare dei consigli giusti.

si prepari
(continua…)

E’ Natale

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

di Madre Teresa di Calcutta

Published in: on 25 dicembre 2009 at 16:39  Lascia un commento  

Mio Dio!

Salmo 139

1 – O Dio, tu mi hai scrutato, e [mi] conosci.
2 – Tu stesso sai quando mi siedo e quando mi levo.
Hai considerato il mio pensiero da lontano.
3 – Hai misurato il mio viaggiare e il mio giacere disteso,
E ti son divenute familiari anche tutte le mie vie.

4 – Poiché non c’è una parola sulla mia lingua,
Ma, ecco, tu già la conosci tutta.
5 – Di dietro e davanti, tu mi hai assediato;
E poni su di me la tua mano.
6 – [Tale] conoscenza è troppo meravigliosa per me.
È così elevata che non ci posso arrivare.

7 – Dove posso andarmene dal tuo spirito,
E dove posso fuggire dalla tua faccia?
8 – Se ascendessi al cielo, là saresti…
9 – Se prendessi le ali dell’aurora,
Per risiedere nel mare più remoto,
10 – Anche là la tua propria mano mi guiderebbe
E la tua destra mi afferrerebbe.
(continua…)

Published in: on 18 novembre 2009 at 12:30  Lascia un commento  
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Inno all’Amore

“Se parlassi le lingue degli uomini
e anche quelle degli angeli,
ma non avessi l’Amore,
sarei come un bronzo che risuona
o un cembalo che tintinna.

E se anche avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri,
se possedessi tutta la scienza
e una fede così forte da trasportare le montagne,
ma non avessi l’Amore, non sarei nulla.

E se anche distribuissi tutti i miei averi ai poveri
e dessi il mio corpo per esser bruciato,
ma non avessi l’Amore, non mi servirebbe a nulla.

L’Amore è paziente e generoso.
(continua…)

Published in: on 27 settembre 2009 at 20:31  Lascia un commento  

Chi è il mio prossimo?

27 Luglio 2009

 
Cronaca nera nel deserto, così l’altro ci chiama

Davanti a Gesù si presenta un dottore della legge che gli pone un quesito: “Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?”. Gli impegni dell’ebreo osservante per raggiungere questa meta erano stati codificati dalla tradizione rabbinica in 613 precetti estratti dalla Bibbia, 365 negativi (quanti sono i giorni dell’anno) e 248 positivi, tanti quante erano le ossa del corpo umano secondo l’antica fisiologia. Gesù risponde citando due passi biblici, entrambi legati all’«amare»: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze» e «Amerai il prossimo come te stesso». Il dialogo ha, però, una svolta nell’ulteriore replica dello scriba: «Chi è mai il mio prossimo?». Gesù ricorre a una parabola (Luca 10, 25-37) che alla fine ha un interrogativo rilanciato allo scriba: «Chi ha agito come prossimo?». Il ribaltamento è evidente: invece di interessarsi «oggettivamente» alla definizione del prossimo, Gesù invita a comportarsi «soggettivamente» da prossimo nei confronti di chi è nella necessità.

(continua…)

Published in: on 31 luglio 2009 at 12:52  Lascia un commento  
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Magnificat

lacrime2

Oggi sono andata in chiesa e mi sono inginocchiata sotto la statua di Maria, lì in quell’angolo dove posso raccontare tutti i miei segreti, mettere a nudo le ansie più profonde o le gioie più grandi. L’unico posto in cui le mie lacrime possono scorrere libere come libere escono le mie preghiere, senza ma, se, forse, perché, remore, timori e vergogna. In quel punto preciso sono veramente me stessa, in tutta la mia forza e la mia fragilità, incurante del pensiero di tutti ad eccezione di questa donna di cui indegnamente porto il nome. Ebbene lì è come se dall’alto Lei mettesse le mani sulla mia testa, si sedesse di fronte a me accogliendo sul suo grembo il mio volto teso, quel ventre che ha custodito il Figlio di Dio e con questo semplice gesto di accoglienza, placa questo cuore in tormento. Quante lacrime hai asciugato, quante volte ho chiesto forza, consiglio, consolazione o placato i miei impeti euforici che tolgono capacità al ragionamento, quanti grazie per una preghiera non fatta ma ascoltata.
(continua…)

Published in: on 28 luglio 2009 at 07:09  Lascia un commento  
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