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Chi è la “penna anomala” della letteratura italiana? Guido Michelone recensisce l’ultimo “figlio” di Fabrizio Centofanti, un romanzo che in chiave seria e ironica rivendica il diritto alla creatività, all’intuizione, all’ispirazione pura dello scrivere. Un libro che merita di essere letto, un piccolo capolavoro di uno scrivere veramente libero, come liberi erano i grandi scrittori fino a qualche decennio prima della fine dello scorso secolo.

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