Il regno è dentro di voi, dice Gesù. Il problema è che nessuno ci crede, neanche i suoi discepoli.
Fabrizio Centofanti

Difficile credere nel Regno quando intorno a te è tutto un “do ut des” che ti dà la nausea, sotterfugi, doppi sensi e “io sono”, dove anche la notte ascolta solo se stessa e forse ti rimane la luna per parlare quando le nuvole non la celano. Sorge il dubbio allora che sia altrove e neanche dentro te, perché non può esserci un “tutto contro e schifo” ma solo un “te sbagliato”, o un “te in senso ostinato e contrario”. Se però rimani convinto che anche da un punto insignificante, da un solo ammasso informe di terra e fuoco può nascere una galassia, un sistema solare, qualcosa di così grande ma infinitesamente piccolo rispetto all’universo e che anche nell’anfratto più sperduto del tuo cuore puoi trovare la luce per non buttare via tutto, allora sì il Regno è dentro te chiunque tu sia, e ricordando che non è l’abito a fare il monaco, ma ciò che c’è dentro, reso carne viva con il battesimo.

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