La poesia e lo spirito

ecco l'uomo

di Barbara Pesaresi

Due uomini, uno dei quali è un sacerdote, camminano vicini lungo un sentiero fiancheggiato da due file di alberi, immersi in una luce che li contiene. Chissà cosa si staranno raccontando. L’immagine di copertina è l’incipit visivo che apre Ecco l’uomo, di Fabrizio Centofanti.
Il romanzo scorre come un giallo: c’è un delitto, consistente in una presunta santità, o meglio in quell’umana santità che loda Dio senza rinnegare la vita; ci sono un colpevole, tale don Mario Torregrossa, e un movente che scopriremo strada facendo, sulle cui tracce viene sguinzagliato un segugio, don Davide, (ri)cercatore di senso (perduto).
Io non so se al giorno d’oggi parlare di santità richieda più coraggio o incoscienza, ma poiché Fabrizio Centofanti è un sacerdote possiamo concedergli qualche scusante.

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