Avevo un amico, un vero amico, avevamo un rapporto spesso oggetto di gelosia e invidia, e per questo chiacchierato, il primo a essere geloso naturalmente era mio marito finchè non ha capito. L’amicizia fra un uomo e una donna è la cosa più bella, superato lo scoglio attrazione sessuale poi tutto va perché sono due universi diversi che si incontrano, di fronte a ogni cosa vedi tutto con le due ottiche maschile/femminile e così ognuno dei due riesce a capire meglio l’altro sesso, essere più obiettivo e meno paranoico, schematico, rigido. Abbiamo pianto l’uno sulla spalla dell’altro, abbiamo litigato, ci siamo sorretti di fronte ai problemi di ognuno, appoggiati e capiti, ci siamo scontrati per opinioni diverse e più di una volta mandati a quel paese, ma poi bastava un sorriso, la parola d’ordine era condivisione. Abbiamo riso e scherzato di tutto, condiviso la vita e il lavoro, il bene, spezzato il pane. Ora il mio amico mi ha girato le spalle, condivido le sue scelte, è la sua vita e le appoggio in pieno, ciò che fa male è il modo. Non una parola, una spiegazione, un vaff… solo cose che posso immaginare dopo una confidenza, una cosa che ho sempre visto e so essere in lui e lui stesso. Così ha chiuso la porta e tutto il resto non conta, 10 anni di amicizia bruciati in pochi secondi senza una parola, un ordine secco e poi il nulla, sì, c’era un altro modo per continuare la sua strada. Le strade si incontrano e si dividono, accade, ma quando a lasciarti è il silenzio, l’offesa, l’umiliazione, il dimenticare tutto il trascorso per il proprio egoismo senza pensare anche all’altro, allora è diverso.
Avevo un amico con cui ho spezzato il pane, poi mi ha venduta per 30 denari. Il dolore genera confusione, alterno rabbia e delusione a comprensione e perdono senza una vera via ma forse la via è proprio questa: confusione, incredulità, dignità, rassegnazione. Tutto sembra assurdo, ridicolo, ma domani è un altro giorno e allora se non domani, non dopodomani, forse l’altro domani ancora, il male sarà sparito e rimarrà solo il bene dato, allora lo chiamerò ancora fratello ovunque sia, ovunque le nostre strade si saranno perse.

Roma, 23 aprile 2013

Annunci