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Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. (Lc 22, 21-32)

Quante volte ho pensato, nei momenti difficili, che Tu non ci fossi, che avessi altro da fare, in fondo il mondo ha problemi ben più gravi dei miei, ho litigato con te, come ogni figlio fa ogni tanto con il padre ma so, l’ho sempre saputo e lo testimonio, che Tu ci sei, ne ho le prove personali oltre quelle della storia, anche se a volte non ti sento, non sento il tuo profumo o mi sembra di non sentirlo troppo presa da me. Così oggi ho avuto l’ennesima conferma: ho pregato per te perché la tua fede rimanesse salda.
Non ricordo a memoria il vangelo ma per fortuna ci sono i sacerdoti, le celebrazioni eucaristiche, le omelie, così ho avuto la mia risposta a preghiere recenti. Ci sono eventi nella vita che lavorano per la tua salvezza. Facile riempirsi la bocca di parole come amore, misericordia, perdono… arriva un giorno in cui ti accade una cosa, un fulmine a ciel sereno, chiami Dio, chiedi aiuto perché sai che da solo non ce la puoi fare, no, non ce la puoi fare a superare certe cose se non trasformi le parole in fatti.

Mi hanno insegnato che la preghiera fatta con le proprie parole piace molto a Dio, che ti ascolta sempre anche quando credi che abbia cose più importanti da fare, Lui è onnipresente, onnipotente, onnisciente, per la tua piccola mente da essere umano è così difficile comprendere, tu al massimo riesci a fare una cosa alla volta, forse due se una impegna la mente e l’altra il corpo, come capire che c’è Uno che riesce a sentire, essere accanto, esaudire, pensare, fare… per un’intera Umanità contemporaneamente? Mi hanno insegnato che le preghiere più gradite sono quelle fatte per gli altri, che più che i capricci da soddisfare con una bacchetta magica devi chiedere di aiutarti a capire il perchè degli eventi, e quale via da seguire per andare oltre, superare l’attimo, amare, perdonare... chiedere lo Spirito per andare avanti anche controvento e al buio. Questo ho chiesto: di aiutarmi a capire perché ciò che era accaduto è accaduto, di darmi lo Spirito per non soccombere, per non morire, per sentire quelle parole dentro che non siano solo bei vocaboli. Piano piano la risposta si è fatta strada… amore, misericordia, perdono… allora riesci a condividere il piatto con il tuo Giuda quotidiano, guardare Pietro dopo che ti ha rinnegato per affidargli ancora te stessa.
Prego perché so che Dio c’è, che c’è Gesù mio fratello, non ti chiama al cellulare e ti dice quel che vuoi sentire, o non sentire, ma ti porta per mano lungo la via, ti sussurra una voce di sottile silenzio, e se non lo ascolti lo chiede a Sua Madre, di lei non hai mai dubitato. Chiedi di capire quale sia la sua volontà, la via giusta e ti salva nell’istante in cui non hai più parole ma fatti. Ti porta nei luoghi e nelle situazioni che puoi comprendere, ti parla incessantemente e quando in te è matura la risposta ti dà l’ennesima conferma che Lui non ti ha lasciato un attimo: ho pregato per te perché la tua fede rimanesse salda.
Ecco basta una frase per dare un filo a tutte le cose, ritrovare il bandolo di una vita che quando ti prende di mira ti pesta come un pugile professionista sul ring, te povero illuso convinto che ti basta un punto debole per annientare il campione del mondo. Aprire il cuore alla vita vera, a Gesù, cercare il cuore del cuore dove c’è un fatto che si chiama: agape. Sorridi con ogni cellula e riesci a dirgli “mi ha fregato ancora una volta!” e ridi e ridi fra le lacrime perché sai che sei capace di amare, che qualunque cosa accada vincerai tutto con un allenatore così, anche quel fottutissimo nemico, vigliacco, perché se fosse un uomo ti affronterebbe ad armi pari invece che con i suoi trucchetti da anabolizzante. E sul ring ora se ne va con la coda fra le gambe, ti ha pestato è vero, ma hai resistito: ho pregato per te perché la tua fede, la tua forza, rimanesse salda!
Ti ha salvato ancora una volta prima del gong: amore, fratellanza, comprensione, misericordia, perdono… non sono solo parole ma un altro piccolo passo verso Lui e alla scoperta di te di quanto amore c’è dentro se gli permetti di esprimersi. L’amore è un’apertura d’ali verso Dio e verso l’altro.

Stella Maria
(qui l’omelia a cui faccio riferimento)

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