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Anna, se dovessi scegliere un nome con cui cambiare il mio, sceglierei questo.
Anna: semplice, corto, deciso, determinato, duro e dolce, comprensivo ed esigente… in una parola, essenziale.
Quante volte ho perso Anna?
Anna è vera, è l’amica/o che ascolta, che accompagna, che ti mette in guardia, ti dice ciò che non ti piace e ti lascia andare libero di fare, fare le tue esperienze, verificare ciò che ti ha detto perché tu non possa accusarla di plagio per l’ascendente che ha su di te, è complice nell’esaudire i tuoi desideri anche quando è contraria perché vuole una sola cosa la tua felicità, la tua realizzazione, il tuo sorriso, ti fa anche sbagliare perché le cose le comprendiamo solo se ci sbattiamo la testa. Anna è amore, agape per capirci, lotta per la tua felicità, lavora per la tua gioia, è colei che c’è e sa aspettare, comprendere e bacchettare, un pugno allo stomaco in una carezza.
Tutti commettiamo errori nella vita, è dagli errori che si impara, deviamo dalla retta via per tornare sulla vecchia perché la conosciamo meglio e in fondo ci piaceva, rischiando di buttare tutto all’aria per un nuovo vuoto e in questo disordine fra vecchio e nuovo perdiamo Anna.
Sto bene eppure sto perdendo Anna.

Ma poi le cose cambiano, la strada giusta ci chiama: è solo lei che ci fa battere veramente il cuore ed è la felicità piena, la scelta buona. Così Anna diventa il simbolo della strada sbagliata, diventa quella che rompe, che somiglia a mamma, il grillo parlante, quella che porta sfortuna un po’, che non ama le cose che piacciono a noi, non ci capisce più, diventa l’antagonista, è il bene ricevuto che dimentichiamo per un neo… attratti dalle cose fatue, voglia di successo, di essere qualcun altro, assaporare le bollicine della vita che sembra essere una bottiglia di champagne appena stappata solo per te.
Ma può reggere a lungo la non verità della via sbagliata rispetto alla luce della via buona, anche se non ci sembra, anche se la neghiamo perché quella luce richiede impegno, sangue che esce dalle vene spezzate di chi costruisce?
Giunge l’ora in cui riconosciamo che la via vecchia non ci appartiene, fa parte del passato, ma solo l’aver fatto l’esperienza del ritorno può toglierci ogni dubbio, la verità è la via scelta già da tempo ma prendere coscienza di questo è doloroso. Anna diventa allora il nemico che ci ha portato via dalla strada, l’amico che non è amico perché ci ha separato dalla luce vera abbagliandoci con effetti speciali, la causa di ogni male e anche quando prendiamo coscienza di essere gli unici responsabili di ciò che abbiamo fatto, abbiamo bisogno almeno di condividere le colpe del nostro operato per provare a guardarci allo specchio. Anna è lo specchio in cui ci dovremo guardare prima o poi ma non lo affrontiamo, Anna diventa il caprio espiatorio dei nostri errori, l’agnello da immolare, la vittima sacrificale: Caino. Perché è più facile perdere Anna che ammettere di aver sbagliato, perché Anna ha spalle larghe, è forte e può sopportare ogni nostro urlo che squarcia il suo silenzio, le accelerazioni fuori misura, l’eccezione di me. Anna può essere sacrificata sull’altare che lava ogni colpa e giustifica, giustifica sempre il mio io.
Cosa c’è di strano? Non è la legge della giungla? La legge della sopravvivenza? La legge di Dio? Dio non ha sacrificato il suo Unigenito sulla croce per la salvezza di tutti? E Cristo non ha salvato anche Giuda e Pietro? E se Dio ha sacrificato Lui perché pensare che nella vita quotidiana non sacrifichi qualcuno per la salvezza di qualcun altro? E’ la realtà con cui fare i conti, non c’è cattiveria, ne figli e figliastri, ognuno ha il suo ruolo nel Disegno di Dio, qualcuno può essere sacrificato per la salvezza di qualcun altro e fra le braccia di Dio finiremo entrambi perché solo Lui conosce ogni battito di noi e può giudicare, ci ama allo stesso modo nonostante non sembri. Così c’è chi paga per tutti: Caino.
Sto bene eppure sto perdendo Anna.
Sto veramente bene? Sì perché sono salvo ho inchiodato Anna alla mia croce.
E Anna? Anna è lì, perché Anna è vera, Anna sa guardare al nocciolo e non si fa confondere dai battiti fuori ritmo, dal fuori programma, lì con il suo dolore e il suo agape, ha fatto il primo passo dopo averci fatto vivere il nostro giorno da leone, ha lasciato un biglietto ora tocca a te: affrontare la verità fino in fondo o continuare a vivere come se non esistesse. Anna è la verità e la verità non fugge, si piega come un giunco sotto le sferzate del vento ostinato e contrario ma non si spezza, si fa ricoprire dell’immondizia lasciata dalla nostra coscienza lavata nel seppellirla, ma anche da sotto il moggio brilla, la verità sa aspettare è implicito nel suo significato… sta a noi scegliere: la via buona libera del fardello dell’agnello sacrificato o portarcelo dietro pronto a farci sudare nelle notti piene di stelle? Perdere per sempre Anna o andarle incontro? Rotolare la pietra o lasciarla sul sepolcro della nostra coscienza? Ma la verità ci aspetta e se non oggi, di là dovremo affrontarla: sto bene anche se ho perso Anna, fino a quando?

Stella Maria

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