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Nonostante l’aria tranquilla, riflessiva, serena, nelle vene c’è un vulcano, sono una passionaria. Provate a farmi arrabbiare sul serio, a ferirmi, a far del male a me o alle persone che amo e ve ne accorgerete.
Ribelle e battagliera per nascita, un solo modello, Gesù, e un altro esempio che si può fare anche in questo modo, pacificamente: Gandhi.
Quale modo? Fermezza e decisione nel portare avanti le proprie idee ma senza violenza, spiegare per convincere, che nel suo vero significato vuol dire “vincere insieme”, senza imporre mai la proprio volontà sia in modo palese che subdolo.

Ma a quanti piace questo modo? A pochissimi, la maggior parte vuole e chiede libertà ma di fatto fa pilotare la sua vita a qualcun altro, più o meno consapevolmente, per pigrizia, deresponsabilizzazione o debolezza, oppure per comodità. Eh si, anche questo mi fa arrabbiare molto: l’assenza di assunzione di responsabilità.
E quando il sangue ribolle? Meglio star lontani. L’ira mi fa parlare e straparlare, ma il più delle volte tutto finisce in un sfogo verbale, sembra che debba partire per la più sanguinosa delle guerre, distruggere il mondo e invece mi sciolgo in lacrime. Finisce tutto lì, è vero, mi devo sfogare ma poi tutto passa. Sul momento ferisco anche, a me basta una parola per stroncare una persona purtroppo, però poi me ne pento e chiedo scusa, e spesso non sono accettate, ma come? Io… non importa, io sono così e puoi camminarmi sopra mi rialzo e ti tendo di nuovo la mano. Perchè l’importante non è chi ha torto o chi ha ragione ma l’amore per l’altro chiunque esso sia.
Come tutto passa? Passa perchè rifletto, perchè mi metto nei panni dell’altro e anche quando non condivido cerco di mettere un punto e andare avanti, a volte ho solo bisogno di tempo. La memoria è ciò che conta e io ho una gran memoria del bene ricevuto, memoria del male fatto e non del bene dato, nessun rimpianto, rancore, rinfacciare? Mai e poi mai.
Ho sempre creduto che cattivi si diventa, la mia amica psicologa Teresa, di quelle della vecchia generazione che sono medico, dice che sono troppo buona e tendo a voler per forza trovare il buono in tutti, di fatto le persone nascono buone o cattive. C’è una predisposizione naturale e la vita non la cambia la fa solo venir fuori, le esperienze negative non la cambiano, ciò che conta è la radice, perciò devo smetterla di continuare a scusare e perdonare tutti… Però se ci si nasce sono senza speranza, posso anche diventare una furia, minacciare male e vendette poi tutto finisce in una bolla di sapone, tutt’al più, per sopravvivenza, chiudo quella porta ma mi è difficile fare anche questo e mai comunque chiavistelli e chiavi buttate via, socchiusa è la normalità.
Si ha ragione Teresa, 45 anni per capirlo, ma è l’amara verità: chi vede negli altri solo cattiveria, malafede, vendette, complotti, inimicizie e tradimenti di fatto è così nell’anima, vede questo negli altri perchè queste cose le ha dentro sè, è pronto a farle o le ha già fatte. Chi invece è sempre in buona fede, con annesse fregature :-(, vede il lato positivo delle cose, è aperto al perdono pur non disdegnando la rabbia e il desiderio di vendetta, dimentica il male ricevuto anche se non dimentica i fatti, perchè nel cuore è così, vede il bene sempre, anche quando non c’è, ma per dire che non c’è deve prima provarlo sulla propria pelle.
Il mondo è fatto così, buoni e cattivi e speriamo che prevalga il bene, adoperiamoci per il bene! Come faccio a essere così? Ci sono nata, è genetica, ma è anche vero che sono un organismo Gesù modificato, l’unico OGM che ha valore di essere e credetemi vale la pena farsi modificare!

Stella Maria

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