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Ogni ciclo economico normale dura sette anni, è ciò che ho imparato studiando economia anche se con l’era internet tutto si è fatto più breve. Nelle sacre scritture si parla di sette anni di vacche magre e sette di vacche grasse e comunque il numero sette è molto importante. Questo 2013 anche per me è un ciclo che si chiude e un altro che si apre con cose vecchie in forma nuova e nuove cose. E’ ora di riflettere e cambiare, ora di silenzio.
Sono sempre stata molto silenziosa e una grande ascoltatrice, poi il dolore ti spinge a parlare altrimenti muori e qualche volta a straparlare ma la via di mezzo è sempre la scelta migliore, soprattutto parlare solo dopo aver riflettuto.
Questo ciclo è iniziato con la perdita di mia figlia ed è stato un susseguirsi di lutti e di dolori spirituali, metabolizzati. Sento sempre chiedere: quando Gesù è entrato nella tua vita? Onestamente? Con il battesimo, è sempre stato accanto fin da piccola, non avevo un amico immaginario, avevo Lui, sposa di Cristo. Maria il giorno della nascita, in quell’istante in cui mio padre chiese la grazia a Maria Madre Incoronata, lui le era devoto e da buon pugliese non mancava mai una visita al santuario di Foggia, di farmi nascere viva. Nacqui, non avevo molte speranze di sopravvivere, ho compiuto 45 anni, come dire: il buon giorno si vede dal mattino!

Ho sempre avuto fede anche se la devozione e l’affidamento sono un’altra cosa e hanno risentito dell’adolescenza, di momenti si e no ma è con la fede che sono arrivata qui, ho superato tutto, ho abbracciato il matrimonio, è con la fede che ho avuto la grazia dei figli, è con la fede che rimango al mio posto anche quando vorrei andare su un pianeta lontano, è solo la fede che mi fa affidare ormai ciecamente a Lui accettando di andare in moto ostinato e contrario, come dice De Andrè. Ma il mio affidarsi non è un restare immobile, bensì un vedere la via e operare con lui al fianco: ora et labora, direi. D’altra parte Lui sa che sono una proattiva, si letto bene: proattiva.
Quest’anno ho maturato cos’è la libertà, io concedo libertà a tutti soprattutto di amarmi o meno, andare e tornare, starmi accanto o no ma la mia libertà è un’altra cosa e solo oggi dico: sono una donna libera. Ho mille vincoli, mille cose che condizionano le mie scelte ma sono una donna libera, la libertà è dell’anima e te la dà solo Dio.
Per riprendere un’immagine evangelica, è giunta l’ora di cominciare a veder nascere i frutti, tagliare i rami secchi che indeboliscono l’albero, potare quelli fecondi perché portino più frutto. E’ tempo di scelte, strade da percorrere velocemente, concentrazione su pochi obiettivi per cui i tempi sono maturi e lasciar stare tutto ciò che mi distrae dalle cose vere e dal mio fine.
Sono stata in pellegrinaggio a Loreto sabato scorso, le mie visite al santuario lasciano sempre una traccia indelebile come è sempre stato per l’uomo che mi ci portò dicendomi che lì avrei trovato tutte le risposte, a lui era accaduto. L’uomo era un sacerdote e ora è un compagno fedele dal cielo, uno che risponde sempre, come Lei e Lui. Ecco, in pochi minuti davanti al Santissimo tutto il caos dell’ultimo anno, degli ultimi sette anni, ha trovato il suo ordine, cose meditate da tempo sono state poste al vaglio e la pula è stata separata dal grano, ora c’è pace.
Ho ricuperato l’essenza di me, il nucleo centrale del cuore, gli anfratti in cui trovo Gesù e quelli raggiungibili solo a lui e ho ritrovato gli altri, visti attraverso la lente d’ingrandimento, in controluce, per quello che sono e non per chi vorrei che fossero. Scoperto i caldi e i freddi, troppi, tanti, purtroppo, i tiepidi come dice l’Apocalisse, ipocriti da frequentare, da amare, ma da cui essere pronti a parare i duri colpi per annientarmi.
Il mio futuro è spalancato avanti a me, madre, consulente, responsabile amministrativo, imprenditrice, amica, ascoltatrice, volontaria… insomma io senza estremismi, senza falsi idoli, con i sogni da realizzare e una visione realistica delle cose senza perdere quel po’ di romanticismo che fa più bello ogni giorno che ti vorrebbero invece rovinare.
Ogni volta che incontro una persona io penso di aver incontrato qualcuno di straordinario, lo metto al centro e lo faccio sentire unico e importante, sarà per questo che attiro narcisi, insicuri, depressi, problematici, folli? E’ che sono una romantica convinta che siamo tutti buoni e straordinari e invece non è così. So ascoltare ed è questo che fa da calamita, sono disponibile. Accade poi che alcuni lo siano, speciali, la maggior parte no e così la delusione è cocente, dolorosa ma non è colpa loro, sono io che mi aspettavo molto, aspettavo di conoscere qualcuno come me. Così ho compreso che devo cominciare a essere consapevole che la persona diversa, speciale, sono io e questa consapevolezza è arrivata anche se è tale solo se rimane fortemente abbracciata all’umiltà.
Qualcosa si è chiuso, qualcosa si è rotto, ora è tempo di ricostruire sulle macerie, non in un posto nuovo sarebbe fuga, ma sulle macerie prendendo il buono di ciò che c’è e di ciò che rimane. Rimangono gli amici, quelli veri e che resisteranno al cambiamento, rimane il lavoro con annessi e connessi, la nuova attività e i figli da crescere, la famiglia, insomma come detto: vecchio in forma nuova e nuovo, il nuovo che avanza.
E’ tempo di costruire e di silenzio e vi prego, non attribuite al silenzio nessun significato, è silenzio e basta, e secondo il nostro diritto: il silenzio non dice nulla. Vivete sereni senza troppe paranoie io sono io, sono qui e ci sono, questo è un dato di fatto, una colonna di cemento che nessun terremoto può distruggere, la canna che si piega al vento, brilla al sole e non si spezza: finalmente libera! di quella libertà che solo un volo a due sa dare: io e Cristo, poi l’Umanità.
Che Dio possa benedire tutti!

Stella Maria

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