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Cristo risorto

Croci, le tue e a volte anche quelle degli altri, aiutato o tu cireneo, sono sempre croci ma il problema non è portarle bensì salirci su. Ne ho portate e ne porto tante, come tutti, ma non ci ero mai salita, poi la vita mi ha tradita, rinnegata, condannata sulla pubblica piazza, in senso metaforico, ho preso la croce, ho fatto tutto il calvario per tanti lunghi mesi e poi mi hanno inchiodata. Quanta rabbia, dolore, rancore: i miei chiodi. L’indifferenza: la croce di spine. La lancia dell’incomprensione nel costato però.. però una volta issata, la realtà vista da quassù è tutta un’altra cosa. Da qui riesci a vedere la realtà in tutt’altro modo, vedi l’uomo da un punto di vista migliore e da qui cadono tutte le barriere, capisci che l’odio è una inutile perdita di tempo, il male non è poi così male e comunque passa, si può superare, gli altri sono come te, fatti della stessa carne. Da qui puoi vederne il cuore e comprenderne le ragioni, e guardando, guardando nasce in te il perdono, ritorna la memoria dell’amore dato e ricevuto, i fatti si ridimensionano e capisci che ora puoi morire e risorgere.
Capisci perchè Dio vi abbia fatto salire suo Figlio, no, non lo ha abbandonato, ma avendolo reso di carne umana e datogli un cuore che pulsa allo stesso ritmo degli altri, lo ha messo sul un punto più alto perchè vedesse l’umanità intera con i suoi pregi e i suoi difetti, la sua forza e le sue fragilità, come la vede e ama Lui, perchè potesse capire cosa sia veramente l’amore e, quando è stato pronto, lo ha preso tra le braccia e riportato a Lui per farlo risorgere come aveva promesso.
Così solo comprendi, certo non rifaresti il percorso, se possibile allontaneresti il calice, ma ora hai capito veramente cos’è l’amore per l’altro: è accettare di salire sulla croce anche per lui ma non in un’ipotesi senza fine bensì in una tesi che dimostra.
E’ l’amore traboccante di Dio che non ti lascia mai, a volte è silente ma mai assente perchè da solo tu possa capire e poi… poi torna il sole, perchè il sole, come Gesù, bisogna averlo dentro per sorridere e avere sempre una parola di speranza per te e per gli altri.
Ecco io ho portato quella croce fino alla via Crucis di San Giovanni Rotondo, stazione per stazione sono andata avanti, ho incontrato Maria, avuto i miei cirenei S. Francesco e San Pio, mi ha asciugato il volto S. Rita, dato fiato ai miei dolori e al mio cuore il mio parroco. Gli ultimi due anni sono stati i sassi su cui ho camminato, in particolare gli ultimi mesi, hanno camminato con me due amiche, una comunità e poi si, l’ho presa la croce, alla penultima stazione, quella che porta alla risurrezione. Il cuore di carne ha ripreso a battere al ritmo di Dio.
Tutti e sempre, si pensa che le lacrime siano solo di dolore, io ho sempre pianto di gioia, qualcosa è cambiato da quando mamma e mia figlia mi hanno lasciata, ma è sempre più facile che io pianga per amore, per gioia, per cose belle, lo sanno bene i miei figli. Eppure nell’ultimo anno ho pianto di disperazione e lì sui gradini dove il Cristo risorge ho pianto, un pianto di liberazione, di gioia per aver visto il mondo da sopra la croce, aver capito che mai Dio ti abbandona e che la vita è morire e risorgere con nel cuore l’amore che tutto perdona, tutto accoglie, tutto giustifica e dimentica, un abbraccio infinito in cui perdersi e ritrovarsi.
Si, ho fede, ne ho sempre avuta, ma c’è di più, io sono la testimonianza viva che Dio esiste in me e con questo cuore nuovo, il sorriso che è tornato a splendere sul mio viso, vado a Medjugorje il primo dicembre, a incontrare una cara Amica, una Mamma che sento ogni giorno ma vado lì perchè mi dicono che lì si fa vedere. Ho l’emozione di chi sta per rivedere una vecchia amica, un grande amore… non so se la vedrò, io non sono degna, ma so che lei è lì e per una volta non mancherò al rendez-vous, pronta a tornare ancora fino ad abbracciarla.
A Dio chiedo tutto, a Maria di comprendere la donna, a Gesù di non lasciarmi mai andar via, a S. Pio chiedo un po’ della forza che lui ha avuto contro il maligno perchè possa combattere il male di dentro, a S. Francesco l’umiltà e a santa Rita il coraggio di non arrendermi mai. Non è poco ma Dio ascolta e aiuta.

Stella Maria

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