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Ognuno ha la sua Croce, ne ho già parlato in un altro articolo, anche più di una, ma secondo me è una sola più o meno pesante per l’accavallarsi degli eventi. Ho portato la mia, sono e sono stata cireneo e ne ho incontrati sulla mia via.
La mia vita inizia con una grazia concessa a mio padre, una grazia che mi ha segnata per tutta l’esistenza e che non posso ignorare soprattutto perchè è un privilegio.
In un certo momento della mia vita ho voluto rifiutare la croce, troppo dolore, sofferenza, il desiderio di una vita più semplice e felice, è umano quando è tutta una rinuncia per amore di qualcun altro sempre, è pensare all’altro prima che a sè, fin troppo umano finchè vedi solo un lato della cosa e non la vedi nella sua pienezza, fin troppo umano il desiderio di felicità salvo poi accorgersi che non c’è gioia al di fuori di Dio.
E’ vero siamo liberi di aderire all’amore di Dio o meno, una libertà indiscutibile e irrinunciabile per chi ci ha creati, ma se aderisci al suo Amore allora diventa esigente. Il segreto però è lì: accettare la croce.
In questi 45 anni non è la prima volta che cerco una vita diversa ma per me la vita non prescinde da Dio, potrei vivere senza cibo? Senza acqua? Senza affetti? Senza istruzione? Senza mente, o corpo, o psiche? Non posso vivere senza Dio.

Ho incontrato Dio il giorno della mia nascita per grazia ricevuta, l’ho ritrovato nel battesimo avvenuto lo stesso giorno, poi in tante altre occasioni ma di alcune ho ricordi particolari: il 20 dicembre 1976 quando morì mio nonno, il nonno con cui ero cresciuta, poi il 25 aprile del 1979 giorno della mia prima comunione, il giorno della cresima, in tante confessioni meravigliose e anche in quelle in cui mi è sembrato di non confessarmi, quando morì papà, quando morì Daniela e Giovanni, il giorno del matrimonio, quelli in cui conobbi dei sacerdoti straordinari, il 22 luglio 2006 quando persi mia figlia, quando sono nati Alexandro e Maria Giulia, il 6 aprile 2008 quando il mio padre spirituale mi diede il sacramento dell’unzione perchè senza un aiuto ulteriore dello spirito Santo sarei morta schiacciata dal mio dolore e da quello che mi veniva fatto, quando è morta mamma, a settembre dello scorso anno, l’8 aprile di quest’anno per arrivare a luglio al Santuario dell’Incoronata, poi al Santuario dell’Amore Misericordioso, a Loreto, a san Giovanni Rotondo e infine a Medjuogorje e in tante altre occasioni che non mi basterebbero altri 45 anni per raccontare. Ho chiesto e mi è stato dato, mi è stato risposto, le domande erano difficili, la comprensione e l’ascolto impossibili troppo distratta dal dolore, dagli eventi, dalla confusione ma alla fine sono tornata lì dove mi ero persa a testimonianza che le scelte sono quelle giuste, tutte anche quelle che gli altri non comprendono, che mi sono smarrita ma non ho perso la strada, che il solo modo per trovare la pace e l’amore che credevo perso e distante è sempre fra le braccia di Gesù, che il calvario dovevo farlo da sola, e sulla croce ci dovevo salire perchè da lì è tutta un’altra vista e ho capito. Chi meglio di Dio sa quanto sono testarda? Che la fede non è solo del mio cuore ma io ho bisogno di fatti, si come San Tommaso e come lui gridare: mio Signore e mio Dio! e come recita il salmo: tu sei il più bello dei figli dell’uomo.
Sei grande Signore, grande come non ci sono parole, ora dall’alto della Croce ho capito, come capì Tuo figlio, come capì e pianse sotto la croce Maria nostra madre e la Maddalena alle quali desti consolazione per prime mantenendo la promessa di risorgere Mio Fratello.
Accettando la croce ho capito e ho pianto per un amore così grande e che non merito, non faccio molto per meritare e ho capito che la croce è la sola via per arrivare alla felicità piena, che la croce non è il patibolo infame che crediamo ma un posto d’onore per vedere il cuore dell’uomo e abbracciare la salvezza in cui speriamo, abbracciare già qui la felicità piena, raggiungere il fine per arrivare a Te perchè la sola scusa per vivere è amare.
Solo dall’alto della croce vedi il paradiso, ti distacchi dalla terra che corrompe, offusca, vedi con lucidità te e gli altri, solo dall’alto della croce puoi capire cos’è il perdono perchè da lì comprendi che Dio a volte è silente ma non abbandona e che ama così tanto da lasciarti inchiodare, mentre con te inchiodano il suo cuore perchè tu possa vivere di una vita piena. Comprendi quel passo del vangelo in cui è scritto una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo (Lc 6,38).
Ecco ho capito ma non era facile e ho capito come continuare: pregando e testimoniando, mantenendo viva nella vita di ogni giorno, e nonostante la vita di ogni giorno, quella luce che è la Sua luce, donata a me. Sono anche io una lampada e devo evitare il moggio del nemico, se hai un amore così, se ottieni una grazia la devi condividere, testimoniare perchè sia pace e serenità per i fratelli, sia la speranza che la vita è migliore di quel che sembra e che solo la fede salva, testimoniarlo a chi sa ma soprattutto a chi non sa, a chi ha perso la gioia di vivere perchè ogni cosa che siamo e abbiamo è grazia, anche quando non la sappiamo riconoscere. Bisogna sciogliere i nodi perchè il cuore riprenda a battere regolare e il respiro sia profondo, sia linfa vitale e gioia per una vita dura eppure tanto bella.
Cosa è cambiato nella mia vita? Nulla, niente di niente, le stesse cose, il lavoro, gli stessi problemi eppure è cambiato tutto perchè ho capito, vedo il mondo con un’altra luce, ho accettato la realtà e vi ho trovato l’amore che non volevo vedere e so che non sono sola, nonostante tanta solitudine, non sono sola, mai stata.
Mi dicono che ho una luce nuova, un sorriso che innamora, se innamora non lo so ma so che la luce la sento e il cuore sembra scoppiare ma non scoppia.
La fede è dono, è grazia, dicono, io non so ma so che è un seme gettato nella terra, se non lo curi, non lo annaffi la pianta non è che un fico sterile da sradicare.

Stella Maria

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