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Il capitano poi partì per chissà dove,
per chi sa cosa evviva Dio chissà perché,
ma il capitano chi lo ferma?
Il capitano chi lo smuove?
Aveva voglia di capirselo da sè
C’era una nebbia che non si vedeva a un metro,
c’era il timone che non rispondeva più,
i marinai come San Pietro
chiedevan di tornare indietro,
ma lui aspettava un segno, un segno da lassù:
Stelle, lontane stelle
miserevoli stelle di questo mondo,
mandatemi una luce per vedere fino in fondo;
Stelle, preziose stelle ,
incantevoli occhi del mistero,
spiegatemi che razza di motivo ha questo mio veliero!


Il capitano era perduto in un miraggio
in mezzo a un mare che non si fermava più,
“Poteva andarci pure peggio”
mentiva in faccia all’equipaggio,
e poi cantava per il ponte su e giù
Da qualche parte ci sarà pure l’amore,
da qualche parte forse incontreremo il sogno,
il desiderio che ci manca,
la gioia, l’attesa e l’emozione,

cose che manco so, ma scopriremo insieme
Stelle, lontane stelle,
silenziose stelle dell’universo,
ditemi dove e quando
e per che cosa mi sono perso:

Stelle, pietose stelle ,
sparpagliate stelle di questa sera,
che cosa ci sto a fare su questo obbrobrio di nave nera?
Il capitano era di quelli del coraggio,
e tra le gambe nascondeva un cuore in più,
ma dopo secoli di balle
e barzellette all’equipaggio
scoprì le lacrime di non poterne più:
Stelle, sbracate stelle,
stralunate stelle di questa notte,
a voi che ve ne frega se siete vive o siete morte?
Stelle, perdute stelle ,
miserabili stelle di questo cielo,
è venuto il momento di mandarvi a fare in culo!

(Roberto Vecchio da Io non appartengo più)

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